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Il Protagonista

Ugo La Malfa, dal 1935 al 1946

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1938 Sostituisce Antonello Gerbi, che deve abbandonare l’Italia in seguito alle leggi razziali, alla direzione dell'Ufficio studi della Banca Commerciale Italiana. Coordina il lavoro per la realizzazione dei due volumi su L’economia italiana nel sessennio 1931-1937, promossi dalla Banca d’Italia. Allarga nello stesso tempo la sfera dei contatti con gli ambienti antifascisti milanesi attraverso Meuccio Ruini e Ferruccio Parri, che ha conosciuto nel 1934.

1941 Inizia una capillare opera di tessitura, insieme a Adolfo Tino, Parri, Riccardo Lombardi ed altri, per costituire una formazione antifascista di stampo democratico: il Partito d'azione (PdA), sotto il cui nome, d'ispirazione mazziniana, confluiscono importanti gruppi antifascisti, come Giustizia e Libertà e il movimento liberalsocialista, cresciuto nell'ambiente della Normale di Pisa.

1942 Elabora, insieme a Tino, un memoriale sulla situazione politica italiana. Grazie alla mediazione di Enrico Cuccia, che fa pervenire il documento a Carlo Sforza, il memoriale apparirà sotto forma di articolo sul "New York Times" del 28 giugno e in seguito sulla rivista della Mazzini Society di New York. Nello stesso anno, La Malfa propone la creazione di un "Fronte della libertà", con a capo Ivanoe Bonomi.

1943 Il l0 gennaio esce il primo numero de "L'Italia Libera", contenente i sette punti programmatici del PdA.
In aprile La Malfa si reca insieme a Tino a Napoli, per tentare invano di convincere Benedetto Croce a sostenere il futuro ordinamento repubblicano dell'Italia post­fascista.

A maggio ripara in Svizzera, sfuggendo ad un imminente arresto; è ospitato dai De Nobili (i cui antenati avevano ospitato lo stesso Mazzini) e in seguito a Lugano, presso Filippo Caracciolo, console d'Italia, sotto la falsa veste di istruttore di ginnastica dei suoi figli, Marella, Carlo e Nicola. Dopo il 25 luglio rientra in patria; a Milano partecipa al Comitato delle correnti antifasciste.

In agosto si trasferisce a Roma, dove vive sotto falso nome (Cornali); dirige il PdA insieme a Manlio Rossi Doria, Riccardo Bauer, Francesco Fancello e Oronzo Reale. Il 30 agosto, la dirigenza del PdA firma un accordo con i leader socialisti e comunisti, in base al quale i rispettivi par­titi si impegnano a non partecipare al governo di Badoglio, subentrato a Mussolini, e ad operare per dissuadere cattolici e liberali dall'aderirvi. A settembre La Malfa partecipa a Firenze al Convegno nazionale del PdA ed è delegato a rappresentare il partito in seno al Comitato di liberazione nazionale a Roma..

Il l6 ottobre prevale, in seno al CLN, la tesi lamalfiana del "congelamento" della monarchia; l'indirizzo prevalente è quello di un governo provvisorio in attesa della convocazione di un’Assemblea Costituente.

1944 Il 22 aprile, dopo la “svolta di Salerno” si dichiara contrario alla partecipazione del PdA al II governo Badoglio. L'8 giugno, quattro giorni dopo la liberazione di Roma, partecipa all'incontro al Grand Hotel tra la giunta del CLN e Badoglio e ottiene che PSI e PCI si schierino col PdA a sostegno della necessità di un governo che sia espressione del CLN. Nasce così il I governo Bonomi.
In agosto si svolge a Cosenza un convegno del PdA. La mozione di La Malfa, che rigetta l’approdo a un’identità socialista del PdA è messa in minoranza: La Malfa si dimette dal Co­mitato esecutivo del PdA insieme a Rossi Doria e Bauer.

A settembre, in un discorso tenuto a Roma, afferma la necessità che il PdA si differenzi nettamente dal Partito socialista; la tesi contraria è sostenuta da Emilio Lussu.

1945 Alla formazione del governo Parri (21 giugno - 8 dicembre), assume il dicastero dei Trasporti; avvia il ripristino della rete ferroviaria italiana. Nel seguente I gabinetto De Gasperi occupa la carica di ministro della Ricostruzione e successivamente di ministro del Commercio estero.

1946 Dal 4 all'8 febbraio si svolge a Roma il I congresso nazionale del PdA, che si risolve in una definitiva lacerazione del partito, all'interno del quale risulta forte la posizione filosocialista di Lussu. Parri e La Malfa abbandonano il PdA; La Malfa lascia il dicastero del Commercio estero, sostituito dall'azionista Bracci. A marzo fonda con Parri, Luigi Salvatorelli e altri il Movimento della democrazia repubblicana, che si presenterà alle elezioni per la Costituente nella Concentrazione democratica repubblicana. Parri e La Malfa saranno gli unici due eletti.

In settembre, per incoraggiamento soprattutto di Randolfo Pacciardi, La Malfa e la Concentrazione democratica repubblicana confluiscono nel Partito Repubblicano Italiano.

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